Suonare Visuale/2 - Scale e Accordi
Dopo aver compreso gli oggetti di base di Suonare Visuale (tasti-semitono, tasti-sentinella, neri-bemolle e neri-diesis, sequenze di ingresso e Pattern), possiamo affrontare lo studio delle Scale e degli Accordi. Vedremo che scale ed accordi non sono due oggetti diversi ma due diversi modi di esprimere una Tonalità, l'una orientata a produrre melodie e l'altro a produrre "tessuti armonici" a supporto di una melodia. L'obiettivo finale di questa Parte è la capacità di interpretare il simbolo di un qualsiasi accordo e farlo suonare identificando i giusti tasti.
Le Scale
Cosa è una Scala
Un insieme armonico è la proiezione su un modulo DO-DO delle sette note di una tonalità.
Scelto e visualizzato un insieme armonico lo si può replicare visivamente su più moduli adiacenti, e suonare in sequenza, avanti e indietro, tutti i tasti della combinazione spaziando sull'intera tastiera. In pratica, stiamo suonando Scale nella Tonalità corrispondente all'insieme armonico scelto.
Infatti una Scala può essere definita come una sequenza di note che parte da una qualsiasi nota/tasto di un insieme (chiamata "Tonica"), prosegue toccando tutti i tasti dell'insieme, e si conclude con la stessa nota di partenza ma sulla ottava successiva (chiamata per l'appunto "Ottava").
KeyBoard
Ad esempio, il pattern delle ore 9:00 (tre neri-bemolle) replicato su uno o più moduli adiacenti ci fornisce tutte le informazioni necessarie per eseguire una scala a partire da qualsiasi tasto del pattern.
KeyBoard
Suonare le Scale è un esercizio fondamentale per sviluppare la tecnica dello strumento, e molto utile per familiarizzare con i Pattern visuali e sperimentare la loro efficacia nel suonare ad orecchio.
Detto ciò, nella pratica l'obiettivo non è suonare scale propriamente dette ma suonare i tasti di una tonalità in qualsiasi sequenza -non necessariamente tasti adiacenti- seguendo un certo ritmo, cercando di ottenere una linea melodica gradevole che si può anche canticchiare.
A tale scopo abbiamo già tutte le informazioni necessarie, e non resta quindi che provare. L'unico ingrediente che serve, ma che non si può insegnare, è la fantasia. Il nostro orecchio potrà dirci se quello che facciamo suona bene o non suona bene. Appena troviamo un fraseggio piacevole all'orecchio avremo tutti i punti di riferimento necessari per ripeterlo: questo è un esercizio formidabile per sviluppare un proprio stile musicale.
Diteggiatura per le Scale
Per suonare nella corretta sequenza le note di una Scala basta un dito, se si ha tutto il tempo necessario al ragionamento ed ai gesti meccanici. Ma se la sfida è di suonare una Scala con ritmo e ad una velocità stabilita, un solo dito non riuscirà a tener testa al metronomo.
La scelta del dito più comodo per ogni singolo tasto della Scala si basa sulle caratteristiche fisiche delle dita, e segue una regola generale:
  • Pollice e mignolo, le dita più corte, non devono di norma trovarsi mai su un tasto nero
  • Indice, medio e anulare, che sono le dita più lunghe, si usano invece sui tasti neri, oltre che sui bianchi
  • Il mignolo destro si usa solo alla fine di una scala ascendente (da sinistra a destra) o all'inizio di una discendente (da destra a sinistra); viceversa il mignolo sinistro si usa solo alla fine di una scala discendente o all'inizio di una ascendente.
Dato che disponiamo di sole 5 dita in una mano ma i tasti della Scala sono otto, ad un certo punto della Scala sarà necessario applicare un movimento orizzontale delle dita assecondato da un movimento della mano (attraverso il polso, dal braccio alla spalla) per raggiungere i tasti successivi.
Il movimento più importante è noto come "passaggio del pollice", e consiste nel passare il pollice sotto il palmo della mano per superare il dito 3 o 4, sfruttando il fatto che il pollice è più corto delle altre dita ed è l'unico che si articola sotto il palmo. Qualche esempio può chiarire come funziona.
Sinistra   Destra
KeyBoard KeyBoard

KeyBoard KeyBoard

KeyBoard KeyBoard

Si può osservare che la diteggiatura suggerita consente di eseguire con fluidità una scala sull'intera tastiera senza mai fermarsi, dal grave all'acuto e viceversa, replicando la medesima disposizione delle dita su tutte le ottave.
Detto ciò, qualsiasi diteggiatura va bene solo se risulta comoda e si esegue senza sforzo. Il movimento delle dita e della mano richiede un certo rodaggio, quindi occorre evitare di accanirsi e sospendere gli esercizi se si avverte stanchezza o affaticamento della mano.

Scale Fondamentali
Tra tutte le Scale che si possono formare con le note di una Tonalità, la più importante è quella che inizia dalla nota fondamentale dell'insieme, che per l'appunto prende il nome di Scala Fondamentale, o anche Scala di I grado.
Le Scale Fondamentali non sono concepite per essere necessariamente suonate; il loro scopo principale è di dare un ordine alle note di un insieme armonico.
Possiamo così indicare un qualsiasi tasto/nota dell'insieme con un numero romano che indica la sua posizione relativa alla nota fondamentale (Tonica).
Banalmente la tonica sarà il primo tasto (I), e procedendo verso l'acuto troveremo il secondo (II), terzo (III), quarto (IV) fino al settimo (VII).
La sequenza termina con l'ottava nota/tasto (VIII) il cui nome coincide con il nome della I (VIII=I).
La scala più semplice è alle ore 12:00, pattern "zero-tasti-neri", la Scala di DO.
Si tratta della sequenza di tasti che parte da DO (rosso) e termina con il DO sul modulo successivo (rosa), e comprende tutti e soli i tasti bianchi (in figura, marcati in giallo).
E' ovvio che le altre 11 possibili Scale Fondamentali non sono così estremamente semplici, ma i Pattern Visuali -cioè qualcosa che abbiamo già memorizzato- offrono un valido aiuto a costruirle ed eseguirle.
Utilizzeremo la Sequenza delle Fondamentali incontrata nel capitolo precedente e che dovrebbe già essere acquisita nella memoria meccanica, logica e visiva.
EMISFERO DIESIS
012345
EMISFERO BEMOLLE
Con la Sequenza delle Fondamentali è possibile:
» Individuare la fondamentale (nota generatrice) di un Pattern e costruire la Scala Fondamentale della Tonalità, e viceversa
» Risalire al Pattern generato da un tasto che ha il ruolo di fondamentale (I grado della Scala).

Dal Pattern alla Scala Fondamentale

Per illustrare il procedimento prendiamo ad esempio il Pattern delle ore 9:00.
Per costruire la Scala Fondamentale delle ore 9:00 (tre neri-bemolle) dobbiamo anzitutto sapere quale è la fondamentale, il tasto che genera l'insieme armonico. A tale scopo utilizziamo la sequenza delle fondamentali dell'emisfero bemolle: conteremo fino a 3 per trovare la fondamentale corrispondente.
La Scala Fondamentale delle ore 9:00 inizia dal tasto fondamentale trovato (rosso), prosegue con i tasti dell'insieme in sequenza (gialli) e termina sullo stesso tasto iniziale ma sul modulo successivo (rosa).
Analogamente nell'emisfero diesis, scegliamo ad esempio il pattern alle ore 4:00, quattro neri-diesis. Ricaviamo il tasto corrispondente alla sua fondamentale con la sequenza delle fondamentali dell'emisfero diesis: conteremo fino a 4 per trovare la fondamentale corrispondente al pattern quattro-neri-diesis.
Da lì suoniamo i tasti della combinazione in sequenza (gialli) terminando sullo stesso tasto iniziale ma sul modulo successivo (rosa). Formiamo così la Scala fondamentale delle ore 4:00.

Dalla Fondamentale al Pattern

Vediamo ora come affrontare il problema inverso: data una nota/tasto qualsiasi a cui si attribuisce la funzione di fondamentale, dedurre l'insieme armonico (Pattern) da essa generato.
Esempio nell'emisfero diesis
Assegnamo al tasto marcato in rosso la funzione di fondamentale. Essendo un tasto bianco che non è il quarto tasto da DO (insieme un-nero-bemolle) siamo certamente nell'emisfero diesis. Per ricavare il pattern corrispondente utilizzeremo quindi la sequenza di fondamentali dell'emisfero diesis.
Troveremo il tasto prescelto contando fino a 3.
L'insieme armonico corrispondente è quindi tre-neri-diesis
Allargando la visuale su due moduli adiacenti possiamo eseguire qualsiasi scala, ed in particolare la scala che parte dalla fondamentale.
Esempio nell'emisfero bemolle
Assegnamo al tasto marcato in rosso la funzione di fondamentale. Essendo un tasto nero che non è il tasto-sentinella di sinistra (fondamentale delle ore 6:00) siamo certamente nell'emisfero bemolle. Per ricavare il pattern corrispondente utilizzeremo quindi la sequenza di fondamentali dell'emisfero bemolle.
Troveremo il tasto prescelto contando fino a 4.
L'insieme armonico corrispondente è quindi quattro-neri-bemolle
Allargando la visuale su due moduli adiacenti possiamo eseguire qualsiasi scala, tra cui la scala che parte dalla fondamentale

Il Circolo delle Scale Fondamentali

La figura seguente proietta le Scale Fondamentali nel circolo armonico.
In rosso la fondamentale ed in giallo i tasti che formano la scala -tutti e soli i tasti del corrispondente Pattern.
In rosa l'ottavo tasto, la fondamentale (rosso) replicata nel modulo successivo.
La Scala si estende necessariamente oltre il modulo, e di conseguenza occorre vedere il Pattern su due moduli adiacenti.
Generalmente le Scale si suonano dal grave all'acuto (ascendenti) e viceversa (discendenti) per esercitare il movimento delle dita e sviluppare la tecnica.
Non ci sono scale più semplici o più difficili: la difficoltà risiede solo nella velocità di esecuzione.

La Struttura TTSTTTS
Chiamiamo Intervallo la distanza tra due tasti qualsiasi, calcolata contando il numero di tasti che li separano, dal grave all'acuto.
L'intervallo minimo è banalmente la distanza tra un tasto e il tasto immediatamente successivo.
Questo intervallo (distanza di un solo tasto) prende il nome di Semitono.
E' facile osservare che nella Scala Fondamentale di DO la distanza tra un tasto ed il successivo è di uno o due tasti: non ci sono distanze più ampie tra due note consecutive della Scala.
La distanza di due tasti è banalmente la somma di due semitoni, e prende il nome di Tono.
Indicando con S l'intervallo di semitono e con T l'intervallo di tono si ottiene la sequenza "TTSTTTS".
KeyBoard
Questa sequenza non è propria della Scala Fondamentale di DO, ma è il modello per costruire tutte le 12 Scale Fondamentali. In altri termini, fissato un qualsiasi tasto di partenza (fondamentale), i tasti successivi della Scala si trovano applicando la sequenza di intervalli TTSTTTS.
KeyBoard
Nell'esempio, a partire dal tasto marcato in rosso i tasti successivi si trovano seguendo la struttura di intervalli TTSTTTS.
E' possibile osservare che i 7+1 tasti che ne risultano formano il Pattern delle ore 9:00, tre neri bemolle.
Non è difficile verificare che a partire da qualsiasi tasto e procedendo in questo modo si otterrà sicuramente uno dei 12 Pattern Visuali.
La formula TTSTTTS si usa così:
Si inizia da un tasto qualsiasi, che chiamiamo Tonica. Il secondo tasto si trova alla distanza di due tasti (T) dal primo, il terzo a due tasti (T) dal secondo, il quarto ad un tasto (S) dal terzo e così via fino ad arrivare al tasto che ha lo stesso nome del primo ma appartiene alla ottava successiva.
E' opportuno osservare che una nota non fa un intervallo, per cui il primo "T" della serie si riferisce alla distanza tra la "tonica" ed il tasto successivo.
Le 12 Scale fondamentali, pur essendo composte da insiemi di note diversi, condividono quindi la stessa struttura di intervalli.
Sappiamo già costruire visivamente gli insiemi armonici con la logica di sostituzione progressiva di tasti bianchi con tasti neri; ora abbiamo un modo alternativo per costruire gli stessi insiemi armonici sulla base della struttura comune di intervalli.
L'approccio TTSTTTS è il modo canonico, più semplice e diretto per costruire Scale Fondamentali, ma richiede che dopo aver toccato gli otto tasti della sequenza TTSTTTS questi siano memorizzati uno per uno: l'obiettivo infatti non è di suonare la Scala ma di individuare visivamente le 7 note dell'insieme.
Se durante la costruzione della scala con gli intervalli TTSTTTS si ha l'accortezza di mantenere le dita sui tasti trovati a mò di segnaposto, si potrà agevolmente contare il numero di tasti neri risultante, e stabilire se si tratta di neri-bemolle o neri-diesis sulla base del nero-sentinella e/o della coppia di tasti-semitono.
Per il conteggio dei tasti neri occorre considerare che l'ottava nota -a cui si arriva con l'ultimo intervallo 'S'- è un tasto già conteggiato.
Quindi si può richiamare dalla memoria visiva -acquisita e fissata una volta per tutte- la corrispondente combinazione, ed avere così sott'occhio i tasti dell'insieme armonico senza dover ricordare uno per uno i sette tasti individuati con la formula TTSTTTS.
Associare visivamente la Scala ad una combinazione già nota e sperimentata è quindi un concreto ed efficace aiuto alla memoria.
Dalla preziosa e magica formula TTSTTTS derivano le 12 Scale Fondamentali, che definiscono le 12 Tonalità e di conseguenza i 12 Pattern.

Intervalli della Scala Fondamentale
GradoIntervalloDistanza
IUnisono 
IISecondaT2 Tasti
IIITerzaT+T4 Tasti
IVQuartaT+T+S5 Tasti
VQuintaT+T+S+T7 Tasti
VISestaT+T+S+T+T9 Tasti
VIISettimaT+T+S+T+T+T11 Tasti
Se la nota è il mattone della musica, l'intervallo è il collante che lega le note tra loro.
Con gli intervalli TTSTTTS si costruiscono tutte le Scale Fondamentali, e di conseguenza non è azzardato affermare che tutto il sistema musicale occidentale ha origine da questa semplice formula.
La Scala TTSTTTS è chiamata anche Scala Diatonica, perché composta da toni e semitoni.
Con il termine Intervallo Diatonico si indica l'intervallo tra due qualsiasi note appartenenti alla stessa tonalità.
l'intervallo diatonico più interessante è quello che si forma tra la fondamentale (I grado) ed una qualsiasi altra nota della Scala. La tabella mostra la corrispondenza tra il numero romano che indica la posizione della nota/tasto nella Scala TTSTTTS e la distanza dalla fondamentale.
E' utile notare che ogni intervallo ha un nome che coincide con il numero romano.
La possibilità di riferirci alle note di una Tonalità con un numero posizionale (I, II, III, ecc.) relativo alla nota fondamentale consente di affrontare un nuovo ed interessante argomento: gli Accordi.

Gli Accordi

Cosa è un Accordo

Un Accordo è formato da tre o più note suonate contemporaneamente, scelte tra le sette di un insieme armonico.
Questa generica definizione consente di produrre accordi semplicemente suonando insieme tre o più tasti qualsiasi di un pattern visuale (insieme armonico). Nell'improvvisazione, con questo semplice approccio casuale si possono creare piacevoli sonorità.
Tra tutti gli accordi che si possono formare da un insieme armonico, quelli che suonano meglio sono costruiti prendendo quattro tasti alternati, uno si ed uno no, da sinistra a destra; le note così distanziate produrranno infatti un suono più ampio e definito.
Se si suonano contemporaneamente i tasti dispari (primo, terzo, quinto, settimo) di una Scala Fondamentale si forma un Accordo altrettanto fondamentale: l'accordo Maggiore. Questo accordo è anche detto Accordo di I grado ad indicare che la sua tonica coincide con la fondamentale della scala (I).
Applicando questo concetto al nostro orologio, ad ogni tacca corrisponderà un accordo di I grado sviluppato a tasti alterni dalla fondamentale (marcati in giallo).

Intervalli nell'Accordo

L'accordo è costituito da note, ma il suo colore armonico non è determinato dalle note bensì dalle loro distanze, e quindi dagli intervalli.
Un qualsiasi accordo di I grado -accordo costruito a tasti alterni dalla fondamentale- avrà necessariamente le seguenti caratteristiche:
» Terza La distanza tra il primo ed il secondo tasto dell'accordo (terza nota della Scala TTSTTTS) è di quattro tasti (TT), e si chiama "intervallo di terza maggiore"
» Settima La distanza tra il quarto tasto dell'accordo (settima nota della Scala TTSTTTS) e l'ottava (la tonica riportata nell'ottava successiva) è di un solo tasto (S), e si chiama "intervallo di settima maggiore".
» Quinta Il terzo tasto dell'accordo (la quinta nota della Scala TTSTTTS) risulterà alla distanza di sette tasti dal primo, e si chiama "intervallo di quinta" o Quinta Naturale.
Il quarto tasto (intervallo di settima) in realtà è opzionale: un accordo a quattro voci può essere semplificato in un accordo a tre voci, chiamato Triade, senza alterare il "senso armonico" dell'accordo originale. La settima si può quindi considerare come una estensione della triade che ha la funzione di produrre un suono più definito e colorato.
All'inizio quindi si potranno suonare triadi perché meccanicamente più semplici, essendo sufficienti i riferimenti ai soli primi 5 tasti della scala: le 5 dita di una mano adagiate sui primi 5 tasti della scala fungono da segnaposto utili per individuare visivamente i tasti della Triade.
La terza e la quinta coincidono rispettivamente con il dito medio e con il dito più a destra, il pollice se l'accordo è eseguito con la mano sinistra o il mignolo se eseguito con la destra. La settima, essendo assai vicina all'ottava, può essere comunque individuata visivamente con relativa semplicità, senza necessariamente suonarla.
Intervalli minori
E' possibile alterare leggermente le distanze tra i tasti per produrre un accordo con caratteristiche armoniche diverse.
Un intervallo maggiore diventa intervallo minore abbassando di semitono un tasto -cioè sostituendo un tasto con quello immediatamente precedente:
» Terza minore Risulta alla distanza di tre tasti dal primo
» Settima minore Risulta alla distanza di due tasti dall'ottava
» Quinta diminuita Risulta alla distanza di sei tasti dal primo, ma invece di chiamarsi "quinta minore" prende il nome di "quinta diminuita"
La Quinta abbassata di un semitono (un tasto) è chiamata quinta diminuita e non quinta minore perché la quinta si può anche alzare di semitono -ed in questo caso si chiamerà quinta aumentata, mentre la Terza (maggiore) alzata di semitono diventa una Quarta e la Settima (maggiore) alzata di semitono diventa l'Ottava.

Tipi di Accordo

Ne consegue che è possibile trasformare l'accordo di I grado in un accordo di tipo diverso. A partire da una qualsiasi nota a cui assegnamo la funzione di Tonica dell'accordo possiamo infatti formare quattro diversi tipi di accordo:
Tipo Accordo Caratteristiche
» Maggiore Settima Terza e Settima maggiori
» Dominante Settima Terza maggiore e Settima minore
» Minore Settima Terza e Settima minori
» Semidiminuito Accordo minore settima ma con la quinta diminuita
Le altre combinazioni (terza minore e settima maggiore, terza maggiore e quinta diminuita) formano accordi che non appartengono a nessuna tonalità; in verità appartengono alle Tonalità Minori, argomento avanzato di armonia che qui possiamo tranquillamente evitare.
Se si esclude il quarto tasto -la settima nota della scala- i tipi di accordo sono solo tre: Triade Maggiore, Triade Minore e Triade Diminuita.

Per descrivere il meccanismo generale per la costruzione di accordi è conveniente riferirsi alla tonalità DO, perchè offre un immediato e semplice riscontro visivo. Questa tonalità comprende solo tasti bianchi, per cui è semplice numerarli; inoltre un intervallo maggiore corrisponderà ad un tasto bianco, un intervallo minore ad un tasto nero.
Seguendo la struttura di intervalli TTSTTTS da DO troveremo banalmente tutti tasti bianchi, che numeriamo da I a VIII.
 
Accordo Maggiore
Costruiamo l'accordo con i tasti dispari: primo, terzo, quinto e settimo. Possiamo riferirci a questo accordo come accordo di I grado, ad indicare che la tonica dell'accordo coincide con la prima nota della Scala Fondamentale. I primi tre tasti formano la triade DO Maggiore, mentre l'accordo completo sarà di tipo Maggiore Settima. Il nome di questo accordo è DO Maggiore Settima, in sigla DO M7 o CM7 in notazione internazionale.
 
Accordo Dominante
Abbassiamo il quarto tasto dell'accordo (settimo della scala) di un semitono: la settima si allontana dall'ottava, e l'accordo che deriva è di tipo Dominante Settima, in sigla DO 7. La triade rimane maggiore, e solo il quarto tasto caratterizza l'essere "dominante" rispetto all'accordo di I grado; in tal senso l'intervallo di settima non dovrebbe essere omesso da questo tipo di accordo.
 
Accordo Minore
Se si abbassa anche il secondo tasto dell'accordo (terzo della scala) di un semitono, la triade diventa minore, ed assieme alla settima minore produce un accordo di tipo Minore Settima, in sigla DO m7. E' la versione più morbida, meno enfatica degli accordi maggiori.
 
Accordo Semidiminuito
Se si abbassa anche il terzo tasto dell'accordo (quinto della scala) di un semitono si produce una triade detta "diminuita", che assieme alla settima minore produce un accordo di tipo Semidiminuito, in sigla DO m7(b5). E' un accordo che si trova più raramente degli altri tre, è molto instabile ed è spesso usato per collegare accordi o abbellire una base armonica.
La logica di costruzione degli accordi con tonica in DO rappresenta il modello di riferimento per tutti gli accordi.
Il procedimento può essere così generalizzato:
» 1. Individuare il tasto corrispondente alla tonica dell'accordo da suonare;
» 2. Costruire la scala TTSTTTS dalla tonica;
» 3. Costruire l'accordo di I grado a tasti alterni dalla tonica, l'accordo di tipo Maggiore Settima;
» 4. Abbassare di semitono uno o più tasti dell'accordo di I grado per ottenere l'accordo desiderato.
Nella pratica, gli accordi sono indicati da una sigla che occorre decifrare.
E' quindi necessario comprendere l'aspetto simbolico dell'accordo, cioè il modo in cui si scrive o si dice.

Simbologia degli accordi

Finora abbiamo affrontato i meccanismi di base che regolano il nostro sistema musicale senza mai nominare note -tranne DO, con il solo riferimento alle forme e alle distanze tra tasti.
Nella pratica, scelto un brano da suonare cercheremo in Rete la sequenza di accordi, che troveremo indicati in una forma simbolica.
Ogni simbolo di accordo è composto dal nome della nota con funzione di tonica seguito da eventuali altre indicazioni che informano sul tipo dell'accordo.

I nomi delle note

Per suonare accordi scritti è necessario anzitutto individuare il tasto corrispondente al nome della nota indicata nel simbolo.
DO REb
DO#
RE MIb
RE#
MI FA SOLb
FA#
SOL LAb
SOL#
LA SIb
LA#
SI
C Db
C#
D Eb
D#
E F Gb
F#
G Ab
G#
A Bb
A#
B
I tasti neri possono essere nominati come diesis (#) o bemolle (b), generalmente in funzione della tonalità/emisfero a cui si riferiscono, ma all'atto pratico indicano lo stesso tasto/nota. Sono dette "note enarmoniche".
Le note si trovano spesso indicate con il simbolo internazionale, per cui è bene conoscere la semplice corrispondenza: nell'alfabeto internazionale le note partono da A=LA fino a G=SOL. Mnemonicamente si può associare LA come la nota accordatrice, a cui corrisponde la lettera "A", prima lettera dell'alfabeto, e si procede alfabeticamente fino alla settima nota che avrà la lettera G.
Nel linguaggio parlato usiamo generalmente le sillabe in italiano, ma il simbolo scritto ha l'obiettivo di essere più sintetico possibile e quindi alla lunga si potrà apprezzare l'uso di una sola lettera.
Ma questo non è l'unico problema da affrontare: sfortunatamente non c'è uno standard universale per la Simbologia degli accordi.
Tutte le notazioni seguono però le medesime regole generali, ed all'interno di queste ogni notazione può avere proprie regole specifiche.
Lo schema generale di riferimento è il seguente:
Tonica Terza Quinta Settima ...

Tonica

Il simbolo deve iniziare con il nome della nota con funzione di tonica dell'accordo. Questa nota deve essere sempre suonata, dal piano o da uno degli strumenti dell'ensamble -generalmente un basso. Omettendo la tonica, l'accordo può essere difficile da ascoltare e capire, e pertanto questa parte sarà sempre indicata.
Un simbolo di accordo può essere definito dal nome della sola tonica, che indica una semplice triade maggiore -prima, terza maggiore, e quinta naturale. Subito dopo la tonica, si possono aggiungere altri simboli per modificare la terza e/o la quinta.

Terza

Per le triadi, con il termine "maggiore" o "minore" ci si riferisce sempre all'intevallo di terza. Il tipo di terza è riportata subito dopo la tonica, rispettivamente con i simboli 'M' ed 'm'. Se la triade è maggiore, 'M' può essere omesso (vedi regola precedente).

Quinta

La quinta naturale non è mai indicata perché implicita. Se indicata, si tratta di una quinta diminuita (il simbolo 'dim', '°' o più esplicitamente 'b5' o 5-) o di una quinta aumentata (simbolo 'aug', '+' o più esplicitamente '#5'). Da considerare però che nel nostro sistema di riferimento nessun accordo ha una quinta aumentata.
Nella notazione, la triade indica la "caratteristica dell'accordo". Altri simboli riportati dopo la triade devono essere considerati "caratteristiche dell'intervallo" dalla tonica più che "caratteristiche dell'accordo", perché si tratta di note extra che hanno lo scopo di dare più colore all'accordo. Di questi intervalli extra, il più importante è l'intervallo di settima, il primo che si trova a tasti alterni dopo la triade.

Settima

La settima è indicata dal numero 7.
Se "7" segue immediatamente il nome della tonica si tratta di un accordo dominante (triade maggiore con settima minore), altrimenti l'intevallo di settima prende la caratteristica della triade: maggiore se la triade è maggiore, indicato con il simbolo M7 o Ma7, minore negli altri casi.

Intervalli extra

Il simbolo di accordo può contenere altre indicazioni, che in questa fase possiamo tralasciare: è sempre possibile semplificare (riarmonizzare) un accordo comunque complesso in un più semplice accordo di settima o anche in una triade.

Costruzione degli Accordi

Selezionare la tonica dell'accordo da costruire.
Il testo e le illustrazioni seguenti si adatteranno alla scelta.
  Intendiamo costruire un accordo con tonica in MIb.
La tavola seguente illustra il procedimento che parte dalla tonica dell'accordo e procedendo in modo ordinato raggiunge il tipo di accordo richiesto.
  Fissato il tasto di partenza, costruiamo Scala Maggiore di MIb con la formula di struttura armonica TTSTTTS. A partire dal tasto marcato in rosso (tonica) toccheremo tutti i tasti marcati in giallo fino ad arrivare all'ottava con l'ultimo intervallo (S), tasto indicato in rosa.
Durante lo sviluppo della scala TTSTTTS manteniamo le 5 dita della mano sui primi 5 tasti della scala, come segnaposto per riconoscere con relativa semplicità i tre tasti dispari che formano la triade. Dato che l'ultimo 'S' conclude la scala con l'ottava (nota con lo stesso nome della prima), possiamo evitare di continuare lo sviluppo della scala TTSTTTS: la quarta nota dell'accordo -la settima della scala- sarà il tasto immediatamente precedente alla fondamentale proiettata sull'ottava successiva.

Maggiore
MIb M7 Abbiamo quindi costruito una triade MIb Maggiore, che possiamo abbellire con l'intervallo di settima. L'accordo a quattro voci così formato prende il nome di MIb Maggiore Settima, in sigla MIbM7. L'accordo è anche chiamato Accordo di I Grado ad indicare che la tonica coincide con la fondamentale della scala TTSTTTS da cui deriva.
Se è questo l'accordo che dobbiamo eseguire possiamo fermarci qui.

Dominante
MIb 7 Se si abbassa il quarto tasto (settimo della scala) di un semitono si allontana la settima dall'ottava, e l'accordo che deriva è di tipo Dominante Settima, espresso con la sigla MIb 7.
Da notare che si tratta della stessa triade maggiore dell'accordo di I grado, e solo il quarto tasto (settima nota della scala) caratterizza i due tipo di accordo; in tal senso, questo passaggio non si applica alle triadi.
Se è questo l'accordo da eseguire possiamo fermarci qui.

Minore
MIb m7 Se si abbassa anche il secondo tasto dell'accordo (terzo della scala) di un semitono, la triade diventa minore, ed assieme alla settima minore produce l'accordo di tipo Minore Settima, in sigla MIb m7. E' la versione più morbida, meno enfatica degli accordi maggiori.
Se è l'accordo cercato possiamo fermarci qui.

Semidiminuito
MIb m7(b5) Se si abbassa anche il terzo tasto dell'accordo (quinto della scala) di un semitono si produce una triade diminuita, che assieme alla settima minore produce un accordo di tipo Semidiminuito, in sigla MIb m7(b5). E' un tipo di accordo che si trova più raramente degli altri tre, è molto instabile ed è spesso usato per collegare accordi o abbellire una base armonica.

Questo procedimento consente di costruire qualsiasi accordo durante la fase di studio di un brano, ma durante l'esecuzione non si ha certo il tempo di fare questi calcoli: per suonare accordi mantenendo il ritmo del brano è necessario memorizzarli visivamente e meccanicamente, e per memorizzarli occorre l'esercizio.
E' interessante osservare che gli accordi diversi dal I grado condividono con esso la Tonica, ma non tutte le altre note appartengono allo stesso insieme armonico. Allo stesso tempo, le quattro note di questi accordi si ritroveranno comunque in qualche altra tonalità del Circolo.
Va da sé che un accordo di tipo diverso dal I grado tende a spostare l'armonia su una diversa tonalità, creando un movimento armonico.
Ad esempio, l'accordo Dominante MIb7 comprende una nota (REb) che non appartiene alle ore 9:00; allo stesso tempo le 4 note dell'accordo appartengono tutte alle ore 08:00 (LAb). Approfondiremo i movimenti armonici nella III parte di Suonare Visuale.

Sintesi

Abbiamo tutti gli elementi necessari per leggere una sequenza scritta di accordi e trovare le corrispondenti posizioni sulla tastiera, un risultato ragguardevole.
I concetti di Suonare Visuale derivano direttamente da regole della Teoria dell'Armonia musicale: in tal senso, sebbene non in modo esplicito, abbiamo anche acquisito elementi di teoria.
Dopo aver definito come costruire scale ed accordi possiamo affrontare la III parte di Suonare Visuale, dedicata alla composizione ed alla improvvisazione, ma prima di procedere è utile verificare la comprensione e la memorizzazione della logica di costruzione di Scale ed Accordi con il TEST DI AUTO-VALUTAZIONE.


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